mercoledì 3 ottobre 2007

Una sfida difficile. a W.A.B.con i fratelli Perry

UNA SFIDA DIFFICILE

A W.A.B. contro i fratelli Perry


Per uno con il carattere come il mio, le sfide difficili, è il sale della vita.
Già l’anno passato avrei avuto l’opportunità di confrontarmi sul tavolo da gioco con gli inglesi, autori del regolamento, Warhammer Ancient Battles (W.A.B. ) ma l’impresa falli, perché non si trovo un esercito per il mio avversario Rick Prisley, che fra le altre cose è proprio uno degli autori di W.A.B.
Cosi nell’edizione 2.000, di Lucca Comix & Games, mi sono portato dietro, oltre ai miei fedeli Normanni, ben altri tre eserciti di miniature (Bizantini, Crociati, Romani )
Ancora desideroso di confrontarmi con la scuola Inglese, rilancio quindi la sfida. Questa volta ai gemelli Perry, scultori di miniature e coautori.
Di W.A.B. I fratelli Perry accettano molto volentieri la competizione scegliendo l’esercito Bizzantino per battersi contro i miei veterani Normanni, già memori d’altre battaglie. Inoltre visto che loro sono in due, decidiamo di comune accordo, con me ci deve essere un altro Generale. In quel momento avrei potuto scegliere alcuni tra i più forti giocatori della Federazione Italiana Wargame ( i campioni di Salerno) ma d’istinto scelgo Andrea Vitroni di Viterbo, ex campione nazionale di Warhammer Fantasi , già conosciuto a Roma al torneo “La durlindana “ Un ragazzo irreprensibile sul campo di battaglia Quindi a Dio piacendo il 30/10/2.000 alle ore 11 nel padiglione di Lucca Games ci troviamo al tavolo da gioco, circondati da una moltitudine di curiosi, simpatizzanti, con un tifo da stadio, ma ordinato. I fratelli Perry con l’esercito che avevano scelto i Bizantini. Andrea ed io con il mi esercito Normanno. Entrambe le armate sono costruite con 2000 punti con le due cavallerie pesanti, un poco di più dei normali 1.500 punti da torneo. A volerla dire tutta, il confronto ci da un po’ di apprensione, visto anche che dovremmo schierare prima noi, perché il regolamento prevede che gli avversari dei Bizantini schierino sempre per primi. Noi schieriamo al nostro fianco sinistro 10 balestrieri e 6 arcieri, più un’unita di fanti armati d’ascia e la cavalleria pesante Normanna, composta di 8 miniature. Al centro mettiamo in formazione due cavallerie pesanti da 10 miniature. Il fianco destro infine, è tenuto da 6 arcieri e da 6 unità di cavalleria leggera. Tutto lo schieramento è spostato alla nostra destra. I fratelli Perry dopo aver osservato la disposizione delle nostre truppe. Dispongono ben arroccati su di una collina alla loro destra, 15 balestrieri, 6 arcieri ed un’unita di Varieghi (mercenari vichinghi ) . Avversari ostici da affrontare in assoluto. Ancora di più se disposti a “muro di scudi “ come provvedono a fare i Perry. Per di più in collina: attaccarli in quella posizione è pura follia suicida Al centro mettono un’unita di arcieri, poi su di un'altra collina centrale, due unita di Scutatoi con al fianco, ai piedi della collina, due di cavalleria “catafratta “ con la seconda linea armata di archi. In tutto sono 20 miniature pericolose e pungenti come ricci di mare velenosi. Il loro lato destro è difeso da 6 miniature d’arcieri e 6 di cavalleria leggera armata di giavellotto. Vedendo la posizione arroccata sopra le colline, osservo che lo scontro somiglia alla battaglia del 14 ottobre 1.066 a Hastings. I fratelli Perry, a questo punto, sorridono e fanno evidenti scongiuri. Occorre, difatti ricordare che i Normanni di Guglielmo il Bastardo , detto il conquistatore, in quella sola battaglia sconfissero i Sassoni di Harold conquistando, tutti i possedimenti in un solo scontro.

PRIMO TURNO
La prima mossa tocca a noi. Fedeli allo spirito che anima i miei Normanni, tentiamo di chiudere velocemente la distanza ed avanziamo con tutto l’esercito, esclusi balestrieri e arcieri. La cavalleria leggera, fa un giro molto ampio alla nostra destra per tentare di portarsi a ridosso il fianco nemico, con lo scopo d’impedirgli un’eventuale avanzata con quella del proprio esercito Bizantino. Tirando con gli arcieri ed i balestrieri rimasti fermi fanno qualche vittima tra i balestrieri avversari, ma nulla di niente di troppo incisivo. I Bizantini, forti delle loro posizioni e consapevoli del pericolo che corrono sul fianco da parte della nostra cavalleria, leggera, decidono di non avanzare. Facendo tirare i loro arcieri e balestrieri sulle nostre armate, dove ci procurarono delle vittime, tra la fanteria, e nella cavalleria pesante. Tutto sommato un primo turno equilibrato, nel quale però emergono subito due diverse interpretazioni dello scontro. Una volta all’attacco, quella dei Normanni. L’altra difensiva. Anche per il non lieve vantaggio della posizione, quella Bizantina.

SECONDO TURNO
Andrea ed io decidiamo di tenere ancora fermi balestrieri ed arcieri e di continuare ad avanzare con il resto dell’esercito, esclusa la cavalleria leggera, che lasciamo come una spina nel fianco a minacciare l’ala sinistra avversaria, pronta a scattare. L’avanzata ha come scopo, il turno successivo, una carica frontale. A facilitare di molto il compito di dare l’assalto alle posizioni bizantine provvedono i tiri micidiali dei nostri balestrieri ed arcieri che devastano i balestrieri avversari sulla collina, mietendo un numero così elevato di vittime da far testare il morale dell’unita’ bizantina che lo fallisce e fugge ignominiosamente verso il bordo del campo. I Bizantini non desistono nella loro difesa, non muovono le unità, ma fanno cadere una pioggia di frecce sulle nostre file, uccidendo due cavalieri pesanti dell’unità già provata dai tiri precedenti e costringendola a testare il morale. Questi cavalieri caparbiamente tengono senza spaventarsi. Altri tiri Bizantini uccidono due miniature della cavalleria leggera, costringendole a testare anche loro il morale. Anche quei bravi ragazzi, però reggono. Provati tuttavia dalle perdite non costituiscono più una minaccia nel fianco Bizantino. Sebbene le perdite inflitte alle nostre schiere, quindi, i Bizantini non scendono dalle loro colline e in questa decisione, forse, c’è la chiave risolutiva di tutto lo scontro.

TERZO TURNOA questo punto le sorti della battaglia sono appese ad un filo. La nostra cavalleria leggera non da più grande preoccupazioni all’avversario. Cosi ridotti in male dai tiri nemici. Decidiamo quindi di schierarla in circolo, per evitare di farci prendere sul fianco a nostra volta. La decisione più importante da prendere, riguarda il movimento complessivo delle nostre unità all’offensiva. Dobbiamo decidere se attaccare con tutte e due le cavallerie pesanti, e prenderci tutti i tiri, rischiando di essere falcidiati prima ancora di arrivare a contatto, o tentare di attirare una parte del tiro nemico sulla fanteria e aspettare un altro turno. La cavalleria di sinistra e conta solo 6 cavalieri; basterebbe poco a mandarla in rotta. Andrea è indeciso, consapevole che qualsiasi mossa decidiamo di fare è rischiosa. La situazione non è delle più semplici. Tra le schiere Normanne inizia a correre il rabbioso sospetto che la perfidia Bizantina sta per trionfare. Siamo in un vicolo ceco dal quale si deve uscire, ma non si capisce come. Ci vuole a questo punto una decisione capace di forzare la situazione e di uscire dall’impasse una decisione “alla Conan “, insomma. Scelgo allora di convergere al centro con un’unità di fanti per impegnare le due unità di cavalleria Catafratta Bizantina, ed attaccare con la mia cavalleria pesante, composta di 6, cavalieri, l’unita d’arcieri Bizantini posizionati ai piedi della collina centrale. In questo modo richiamo i tiri di quel lato sui miei fanti e posso cosi caricare con la mia cavalleria pesante da 10 unita, con il generale in testa i Catafratti nemici. Questa decisione non è presa a cuor leggero; nella carica ai Catafratti rischiamo, infatti, sia che venga eliminata la nostra cavalleria pesante martoriata dai tiri precedenti, sia che la seconda fila dei catafratti con arco, unendo i tiri a quelli degli arcieri, possa fermare la carica di una delle due cavallerie pesanti lasciando l’altra sola, con il fianco scoperto. Lo scopo principale della nostra mossa è spartire il più possibile le frecce dei Bizantini. Per nostra fortuna, il tiro preciso dei nostri magnifici balestrieri manda definitivamente in rotta i balestrieri avversari già arretrati. A questo punto gli arcieri Bizantini, probabilmente intimoriti oltremisura dalla fuga dei commilitoni, non hanno più mano troppo ferma e non colpiscono nessun cavaliere Normanno, venendo falcidiati senza pietà dalla nostra ridotta unità di cavalleria che li incalza fin fuori tavolo. Il cozzo delle cavallerie Bizantine e quelle Normanne riempie tutto lo stand di Lucca Games. Le cavallerie Normanne perdono un solo cavaliere ai tiri e si gettano nella mischia contro i potenti Catafratti Bizantini. In questo delicato frangente entra in azione il Generale dei Normanni, una miniatura con tanto di barba e pancia che mostra per intero la misura di cosa possa fare un vero comandante nel momento cruciale della battaglia. Affronta, infatti, a muso duro il Generale Bizantino tutto merletti e seta, mette a segno tutti e 4 i suoi attacchi e lo uccide: Incoraggiati dall’esempio anche gli altri cavalieri svolgono al meglio il proprio lavoro di morte, mandando 5 nemici nell’aldilà delle miniature. L’esercito Bizantino vacilla e indietreggia cercando scampo. I Normanni, ormai euforici per l’esito dello scontro tra le cavalleria pesanti, incalzano e falcidiano, facendo strage fino all’ultimo cavaliere. Il resto dell’esercito Bizantino, vedendo il Generale morto, la carneficina della propria cavalleria ed infine la cattura del proprio stesso stendardo, sbanda paurosamente e un brivido di terrore lo percorre per intero. Perde difatti il morale e va tutto in rotta, cercando scampo fuori tavolo. « May Good,you are very dangerous » esclama un po’ stordito dalla sequenza sanguinosa e rapida degli eventi uno dei fratelli Perry. Abbiamo dunque vinto una sfida molto difficile ma bella, di quelle sfide che alla fine ti lasciano un buon sapore in bocca ed uno stato d’animo gentile e altruista. Tanto altruista che regalo ai fratelli Perry, il mio antico stendardo da battaglia (lo stendardo di “Conan” ). I gemelli perry, lusingati di questo dono, ne confezionano uno a posta per noi. Ci scolpiscono due miniature con i nostri volti. Cosi Andrea ed io ora abbiamo a capo dei nostri eserciti comandanti a nostra immagine e somiglianza. Converrete che non sia da tutti possedere due generali cosi unici! Dedico infine questa nostra vittoria a tutte quelle persone che ci seguono nel nostro hobby ed in particolare alla Federazione Italiana Wargame.

Conan

lunedì 1 ottobre 2007

Reclutamento dei mastini della guerra per Terni

Era una notte buia e tempestosa, la pioggia flagellava le case e le strade di Port Rom, rendendole infide e melmose. Il vento fischiando tra i vicoli della città portuale raggelava l’anima. In uno di questi oscuri vicoli, si udiva un lugubre cigolio dell’insegna della bettola “ La taverna del corvo rosso “Un’ombra oscura entro in quel locale, che era considerato la peggiore locanda del porto. Nell’aprire l’uscio del locale usci una zaffata che investi le narici:Puzzo di fumo misto a sudore e rum rancido . Dietro a vecchi e sudici tavolacci di legno, sedevano gruppi di persone con sguardi torvi e dall’aspetto truce, più che uomini di mare sembravano degli incalliti tagliagole dal passato innominabile. Tra i tavoli del locale si aggiravano anche prosperose donne di malaffare, con capelli arruffati e sotto le gonne coltellacci affilati. Sguaiate risate, ed accenni a canzonacce da taverna tipo “Quindici uomini, quindici uomini su la cassa del morto yhooo.”. Si udiva da un lato del locale. Dentro ad un lungo tabarro grigio e sotto un capellaccio nero a larghe falde, tutto inzuppata, l’ombra inizio a scrutare ad uno ad uno tutti gli avventori, alla ricerca dei più loschi individui di ogni gruppo. Tutti quei tagliagole, seguivano con lo sguardo torvo i movimenti di quell’ombra che sembrava enorme. Con andatura lenta ma sicura, si avvicinava hai tavoli senza alcun timore, là dove neanche il diavolo in persona avrebbe mai osato: scegliendo quelli che avevano l’aspetto dei più crudeli. Mostrava loro un’antica pergamena, e con un ghigno crudele, proponeva un ingaggio. Quelli che accettavano la proposta, raccoglievano i loro attrezzi da lavoro: Pistole, coltelli e sciabole, per poi uscire dal locale per dirigersi verso il porto dove li attendeva il reclutatore Andreus.
Il giorno appresso vicino al porto proprio attaccato alla locanda “La Sirena “ era stato apprestato un punto di reclutamento della compagnia mercenaria di “ Fortebraccio da Testaccio “ Con un tavolo in cui era seduto Andreus il reclutatore, il tesoriere con una cassetta, contenente monete d’oro, e 4 loschi figuri con archibugi alla mano e spade hai fianchi, che facevano da guardiani. Tutto intorno si erano radunati svariati gruppi d’uomini d’arme, che la sera prima Fortebraccio travestito come un’ombra aveva chiamato a raccolta. Ogni gruppo aveva un capetto nominato dal gruppo il migliore tra di loro.
«Allora questa è la paga per tre mesi 30 dobloni, più la razzia, prendere o lasciare.»
Affermo Andreus.
«30 dobloni sono pochi per rischiare la vita,»
disse il capoccia di un gruppo di picchieri .
«Allora fuori dalle balle. Avanti: chi sa usare bene la balestra»
« Un momento»
riprese il capetto dei picchieri,
«forse non ti ricordi, ma qualche tempo fa lavorammo assieme nella missione del nuovo regno, li prendemmo molti dobloni di più »
« Sì mi ricordo: lì tutti presero di più. Bastonate, perché voi fuggiste a gambe levate,e ringraziate Fortebraccio che vi ha richiesto anche questa volta, che se era per me potevate anche andare a pascer pecore. »
Il capo dei picchieri meno baldanzoso di prima accetto la paga, firmo per tutti con la croce e si allontanarono dall’assemblea
« Allora questi balestrieri ci sono »
« Mi scusi »
,si presento kurt un mezz’uomo.
« Con la balestra non siamo bravi, ma con l’arco siamo imbattibili, e siamo anche molto affamati »
« Bene, allora ce ne servono 10, decidi tu chi e passa alla cassa »
Si avvicino allora un folto gruppo di Kenovesi, espertissimi con la balestra.
« La paga va bene quanti devono essere. »
« 20 non di più »,
rispose il reclutatore.
« Benissimo allora ci siamo tutti.»
Facendosi largo tra la folla si presento un gigante d’Albione altissimo, ma poco in carne ed una faccia infida. Come un po’ tutti gli abitanti d’Albione:
« voglio far parte della compagnia »
pronuncio con voce stentorea, abbaio il gigante. Andreus non alzo neanche lo sguardo dicendo.
« Non ce posto, il gigante già lo teniamo, avanti un altro »
L’albione sferro un pugno sopra il tavolo , rompendo il piano che fece cadere tutto in terra .
« Quando io voglio una cosa »
,disse il gigante,
« non mi si deve contraddire. »
Tutto dintorno sera fatto largo tra i mercenari, ed anche i 4 loschi figuri si erano confusi dalla reazione violenta del gigante. Rimanendo tranquillamente seduto Andreus, alzo lo sguardo verso l’albione, e guardandolo fisso negli occhi ripete,
« il gigante lo abbiamo di già »
. In quel preciso istante, richiamato dal rumore. Federico, il gigante detto anche stupradraghi amico fraterno del comandante fortebraccio da testaccio, usci dalla bettola piegando la testa,
« Allora che diavolo succede, possibile che non si può stare tranquilli a bere una botte di birra in santa pace, che subito fate casino! »
Il gigante d’Albione era di poco più alto di Federico, e rivolgendosi allo stupradraghi, gli disse
« Tu saresti colui che ha preso il mio posto? Sparisci sgorbio, il posto è mio »
disse con voce greve l’Albionese. Un gesto rapido, che non ci si aspetterebbe da una mole tanto grande, sbalordì gli astanti. Federico colpi il gigante d’Albione con un pugno allo stomaco da piegarlo in avanti, finendo l’opera con un colpo di taglio di mano alla nuca, da sembrare una randellata. Il gigante d’Albione stramazza in terra senza segni di vita.
« Buttatelo nel fiume »
ordino Federico,
« che non serve più a nessuno quello sbruffone: »
e ritorno tranquillo dentro la bettola a bere.
Andreus senza scomporsi fece portare via il corpo del gigante riassettò il tavolo e inizio di nuovo il reclutamento.
« Duellisti ce sono perbacco ?! »
« Si »
rispose un gruppo ancora un po’ frastornati da quello che era accaduto.
« Bene ne occorrono 20 , chi siete ? »
« compagnia di vespero »
« ha bene firmate qua »
. Preceduti da un paio di sonori rutti, si presentarono 4 grossi Ogre tutti sporchi di resti di cibo, e le mani anche loro sporche di grasso e sangue di chissà quale pezzo di carne ingurgitato.
« Ultimamente. Abbiamo già fatto parte di questa compagnia,ed abbiamo mangiato bene, vogliamo essere di nuovo della banda.»
, disse uno che sembrava il capo degli ogre, che aveva gli occhi un acquosi.
« Sì mi ricordo di voi ; va bene: ma andate a lavarvi però che puzzate, da fare schifo.»
« Va bene »
dichiaro il più grande dei 4 ogre
« vorrei chiedere un'altra cosa; »
in quel momento risuono nell’aria un peto, cosi forte, ma cosi forte da far tremare la terra sotto i piedi.
« Ma !? »
La faccia del Andreus era sbigottita.
« cosa è stato ? »
« Scusate,»
disse l’ogre
« non sono stato io »
rispose il 4 ogre,
« è rombo di tuono uno dei miei cugini ruttapiombo, che sta dietro di noi. Soffre di meteorismo, lo avevo avvertito di non mangiare quelle capre crude, che poi gli fanno quell’effetto. Ma lui è un capoccione, e ne è cosi goloso. Vorrebbero far parte della compagnia assieme hai suoi fratelli , ce posto ? »
« Quanti sono: »
disse Andreus.
« 3 mio signore »
;rispose uno degli ogre, e giù un altro peto .
« Va bene va bene ma quella musica cercate di suonarla in battaglia che servirà a spaventare il nemico non qui: »
tutti quelli che erano la attorno scoppiarono in una sonora risata. Un rumore di zoccoli di cavallo annuncio l’arrivo di una squadra di cavalieri che si fece largo tra la folla. Il comandante del drappello scese a terra salutando il reclutatore
« Salve Andreus, so che il comandante torna a menar le mani,in battaglia, mi ha mandato un messaggio ed eccomi qua. Allora in quale peccaminoso letto si trova quel dongiovanni del tuo capo.»
« Sono qui Voland, sono qui, »
disse fortebraccio uscendo dalla locanda, tenendo in mano un boccale di birra e nell’altra stretta in vita ad una femmina mozzafiato, con due occhi di smeraldo ed una capigliatura nera come la notte. Era molto scollacciata e provocante come ogni femmina che frequentava Fortebraccio.
« ora ho da fare »
rivolgendosi alla donna
« tienimi caldo il letto, che con te ancora non ho finito.»
Con un bacio ed una pacca sul sedere la licenzia.
« Sono tutto tuo, amico mio, entriamo a bere qualcosa, devo parlarti: nel frattempo mio buon Andreus segna tutta la compagnia di Voland,»
« bene comandante »
rispose Andreus.
Fortebraccio e Voland entrarono nella taverna e si sedettero dentro ordinando da bere, fortebraccio inizio a svelare il suo stato d’animo.
« Vedi mio buon Voland nell’ultimo lavoro che abbiamo fatto ho perso troppi uomini per colpa della magia: avevamo due maghi da baraccone, li ho cacciati a calci nel sedere, bisogna trovare dei maghi seri.»
« Mi ricordo »
disse Voland
« cero anche io l’ultima volta, e mi ricordo le mazzate che abbiamo preso per colpa di quei due maghetti incapaci: per questo mi sono premunito. Ho invitato un messaggio a due grandi maghi di mia conoscenza, roba seria: costeranno qualche doblone in più, ma sanno fare il loro lavoro seriamente. »
« Bene magnifico,»
disse Fortebraccio
« e quando dovrebbero arrivare.»
« Presto Fortebraccio molto presto,»
annui Voland
Passarono un poco di tempo a ricordare vecchie battaglie, ed avventure da letto, bevendo birra e crocchiando noci come due vecchi commilitoni. Tutto ad un tratto una luce abbagliate si sparse per l’area, paralizzando tutti. Quando si ripresero Fortebraccio e Voland dal bagliore ,corsero fuori con una pistola nella mano e la sciabola nell’altra ad affrontare un improbabile nemico : quello che videro li sconcerto. Due maghi che discutevano animatamente al centro di un branco di pecore, e maiali, dove prima vi era un assembramento di armigeri. Cosa diavolo era accaduto. Nulla di grave: soltanto che i due maghi discutendo tra di loro di magie, con i movimenti veloci delle loro mani, una magia era sfuggita al controllo ed aveva tramutato tutti gli astanti, in bianche pecorelle e rosei maialini, senza che loro,i maghi se ne fossero accorti cosi accalorati dalle loro teorie.
« Ma bene! »
disse Fortebraccio,
« abbiamo due nuovi buffoni nella compagnia : anche tu Voland mi avevi promesso che almeno uno era un mago serio, ed invece guada qui : al posto di una compagnia di mastini della guerra abbiamo una compagnia di pecorelle .»
« perdonate miei buoni signori; »
disse il più giovane dei due maghi.
« La colpa è tutta mia stavo spiegando alcune magie apprese nelle terre del nord da un certo mago Merlinus, e me n’è sfuggita una, discutendo con Nepandum, l’Oscuro Emissario, scusate tanto.»
« Va bene, va bene »
disse Fortebraccio, con un mezzo sorriso di taglio nella bocca,
« ma rimettiamo le cose in ordine altrimenti si sparpagliano a brucare erba per tutto il paese : questi sic guerrieri .»
Un rapido gesto della mano del mago, un forte luce, e tutti tornarono ad essere ciò che erano prima, feroci guerrieri. L’oscuro Emissario chiuse il discorso con il mago Arpinus affermando che le magie di Merlinus sono scherzi per nordici sciocchi. e si avvicino a Fortebaccio, fissandolo senza parlare, con i suoi occhi neri e profondi; poi dichiaro, con voce ferma .
« Si ! vedo nel profondo della tua anima che non sei del tutto malvagio in fondo al cuore scorgo ancora bontà. Verro con voi in questa missione, »
ed entro nella taverna sedendosi in un angolo a leggere un librone che aveva con se.
<« Bene signori » disse Fortebraccio da testaccio, « la compagnia è fatta si parte sabato per la città di Terni in bocca al lupo.»





Conan




domenica 30 settembre 2007

Articoli e autori..

In questi ultimi 3 gg ho inviato numerose autorizzazioni a tutti coloro che ritengo possano collaborare al blog.
La ricerca di tutti i potenziali autori non è termianta, anzi.
Se conoscete altre persone che sono interessate, mandatemi pure una email. La ricerca si fa ardua considerando che non ho molti contatti con giocatori di wargames fantasy e della 2^ guerra modiale (o moderna).

Volevo informare i molti "invitati", che la procedura per inviare articoli è molto facile.
Una volta ricevuto l'invito, clikkate sul link e poi registratevi con google. (email anche vostra mi sembra).

Se volete inviare foto, mandatele pure a me, le inserirò io nell'articolo. Se non volete registrarvi, nessun problema, mandate tutto a me e lo inserisco io.
Ovviamente, per evitare ritardi nella pubblicazione, è preferibile adottare il primo metodo.

I temi degli articoli possono essere i più svariati, di seguito alcuni esempi:
- Recensioni di regolamenti e miniature;
- battle report;
- storia militare;
- testimonianze di convention e tornei;
- guide con tecniche di pittura,diorami e altro;
- consigli di gioco su tattiche o altro.


Inviatemi anche foto e video, il blog è dotato di tools (attivabili al momento) veramente buoni.

Saluti

Gianluca

martedì 25 settembre 2007

Presentazioni

Caro navigatore,
questo blog vuole proporsi solo come un punto d'incontro di tutti gli appassionati al wargame tridimensionale, sia storico che fantasy. Certo, il nome del blog, Wargame Italia, potrebbe risuonare un pò troppo ambizioso,anche se nel panorama italiano, non credo sia opportuno "disperdere" ulteriormente le poche risorse presenti (intendendo come risorse, persone e tempo libero).

Sono convinto , che il vero wargamista, gioca indifferentemente con eserciti di orchetti, panther o falangi macedoni..è sempre e solo il tempo ( o meglio la sua mancanza) e la disponibilità economica e spesso l'assenza di persone con cui giocare, che frena gli entusiasmi.

Non sono un esperto di regolamenti, solo solo un appassionato di storia e modellismo, anche se cresciuto a pane e board-game e da qualche anno a gioco a DBM.
Un trasferimento, per motivi di lavoro, mi impedisce di coltivare ulteriormente questo fantastico hobby, tranne nei tornei nazionali, dove ovviamente, causa lo scarso allenamento (diciamo.....), ne esco spesso con le ossa rotte.

Probabilmente, la lontananza fisica dai club e la scarsità di tempo libero, mi hanno portato ad un avvicinamento ad internet, allo scopo di continuare a tenere i contatti con i vecchi amici/nemici di battaglie provando per un momento, anche solo leggendo un battle-report su una mailing list, la sensazione di gioia nel vedere un comando nemico in rotta o l'infrangersi dell'orda barbarica contro la tua fanteria pesante.

Proprio per la mia inesperienza nei confronti degli altri regolamenti e per l'impossibilità di curare da solo un progetto di vaste proporzioni come questo per mancanza di tempo libero, chiedo a tutti coloro ne avessero voglia, di collaborare.

Abiliterò chiunque ne faccia richiesta, a postare nel blog (sperando che non vi sia una limitazione numerica). Mandatemi pure una email (gjako70@yahoo.it).

Io ho solo gettato un sasso nello stagno.

Saluti

RULES